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SEMINA FEBBRAIO 2014

Ebbene, per lo più la gente mi conosce per le mie semine. Mi pare quindi giusto metter per iscritto le mie "imprese", cosicchè qualcun'altro possa eventualmente trovare informazioni utili alle sue di semine. Questo è il primo articolo di una (auspicabilmente) serie. Cercherò di descrivere ogni semina dall'inizio fino alla maturazione delle piante seminate, aggiornandolo man mano che il tempo passa. Sicchè tenete presente che non sarà una serie di articoli come gli altri, che una volta finito così rimane, ma aggiungerò -più o meno regolarmente- degli aggiornamenti per mostrare come procede.

Ma bando alle ciance.
Per quanto ne abbia fatte diverse di semine in passato, inizierò la serie partendo da quelle di quest'anno. La prima fatta risale a Febbraio 2014, con le specie a crescita invernale.
Il dubbio sul quando seminarle è stato grande. Potevo seminarle subito e farle crescere per 3-4 mesi, sperando che irrobustissero i tessuti prima del riposo, o aspettare fin ottobre.
Alla fine ho raggiunto un compromesso: quasi tutto è stato seminato subito, lasciando però i Conophytum ad ottobre, visto che la loro lenta crescita e le dimensioni molto ridotte non sarebbero state favorevoli per superare l'estate. In più, dove ho potuto, ho seminato solo metà dei semi, in modo da ritentare ad Ottobre in caso di fallimento

Iniziamo col dire COSA ho seminato (per essere sintetico, ometto la località e field number):
ALOE dichotoma, A. plicatilis
ANTIMIMA fenestrata, A. pygmaea
ARGYRODERMA delaetii
AVONIA quinaria ssp. alstonii, A. papyracea
BRUNSVIGIA sp. nov. Pelaberg BULBINE torta
CRASSULA ausensis ssp. titanopsis
DRIMIA sp. E of Nueweurus, D. sp. cf. platyphylla, D. sp. Kalgat Noort
DACTYLOPSIS digitata
EBERLANZIA sp. Brandkop
ERIOSPERMUM abyssinicum, E. cooperi, E. flagelliforme, E. pustulatum
FENESTRARIA rhophalophylla v. aurantica
UNA BULBOSA a caso senza nome proveniente dal canyon del Fish River (in Namibia)
HAWORTHIA bolusii (dal Graaf Reinet e dal Cathcart), H. pygmaea v. argenteomaculosa, H. springbokvlakensis
LITHOPS marmorata v. elisiae
MASSONIA depressa, M. sp. nov Koue Bokkeveld, M. pygmaea, M. jasminiflora
MAUGHANIELLA luckhoffii
MONILARIA chrysoleuca, M. scutata, M. pisiformis
NERINE flacata OTHONNA sp. aff. cackilifolia, O. retrorsa, O. triplinervia
ORNITHOGALUM apertum, O. scabrocostatum, O. psammophorum, O. sp. Nieuwoudtville plateau
PACHYPODIUM namaquanum
PELARGONIUM barklyi, P. carnosum, P. caroli-henrici, P. dasyphyllum, P. klinghardtense, P. oblongatum
PHYLLOBOLUS sp. aff. delus
PSAMMOPHORA nissenii
TYLECODON albiflorus, T. bayeri, T. boodleyae, T. buchholzianus, T. leucotrix, T. nigricaulis, T. noltei, T. sp. aff. noltei, T. opelii, T. pygmaeus, T. racemosus, T. reticulatus ssp. reticulatus e ssp. phyllopodia, T. rubrovenosus, T. similis, T. sp. Komaggas, T. torulosus, T. wallichii
TRIMELOPTER sp.

Aggiungendo poi al brodo anche Amorphophallus bulbifer, Sauromantum venosum e Arisarum flavum, di cui i primi due ho dovuto seminarli subito perchè i loro semi non si conservano a lungo. L'Arisarum invece pare che gli serva il freddo per germinare, anche se è a crescita estiva.



La temperatura esterna variava dai 5°C notturni, fino ai 15°C diurni. Il terreno era composto da circa un 25% di terriccio e 75% di inerti vari (pomice, lapillo e agriperlite).
Alcuni generi sono particolarmente suscettibili all'aria umida. Gli piace avere il terreno sempre umido da giovani, ma l'aria proprio no. Spesso nascevano abbondanti per poi collassare poco tempo dopo, o magari crescevano velocemente ma deboli, e farle abituare all'aria aperta diventava problematico. Così quest'anno ho risolto questo problema lasciando alcuni vasi all'aria aperta, all'ombra, ma sempre umidi. Tra questi rientrano i vasi dove ho seminato le Aloe, i Pelargonium, Sarcocaulon e Othonna. Tutte le altre specie le ho lasciate dentro la scatola trasparente dove le tengo di solito, posizionandola però fuori all'ombra e al freddo.
Man mano che le specie lasciate all'aria iniziavano a nascere, le ho posizionate subito sul banco della serra, alla luce, e protetti dal telo di plastica trasparente e dalla struttura stessa della serra. Per quanto possano essere più robuste di quelle nate al chiuso, ho continuato comunque a nebulizzarle giornalmente, facendo sì che il terreno non rimanga mai secco nemmeno in superfice.

Già dopo un paio di giorni, i Pelargonium hanno iniziato a dare segni di vita, seguiti dalle Othonna, i Tylecodon, le Drimia e diverse altre specie.
Come previsto, le Othonna e i Pelargonium son cresciuti con l'ipocotile molto corto, riuscendo ad irrobustirlo e a dare i primi segni di lignificazione dopo meno di 2 mesi. I Pelargonium triste seminati a settembre, un poco più allungati, hanno impiegato molto più tempo per fare ciò. Solo l'Othonna sp. aff. cackilifolia ha fatto comunque l'ipocotile allungato, ma non sapendo com'è da adulta, non saprei dire se è normale o meno. Le Aloe plicatilis invece, per la prima volta dopo altri 2 tentativi, non sono marcite in massa.
I Tylecodon hanno dato risultati disomogenei. Alcuni son nati tutti e bene, altri hanno avuto solo 1-4 nascite su 15-20 semi messi. A settembre m'è andata notevolmente peggio, sicchè và bene così. Il problema ancor maggiore con questo genere è farli campare abbastanza a lungo da fargli lignificare i tessuti. Da piccoli vogliono il terreno umido ma non troppo, l'aria umida ma non troppo, temperature fresche e il giusto allineamento tra Saturno e la Ford davanti casa vostra. Insomma, son molto schizzinosi, e si deve aver una certa sensibilità per capire cosa vogliono.


Drimia sp. dopo qualche giorno dalla semina


Ornithogalum apertum (syn: O. concordianum)


Tylecodon albiflorus


Pelargonium dopo qualche giorno dalla semina. L'ideale è piantare i semi con la punta verso il basso, in modo da agevolare l'affondamento della radichetta


Per quanto io abbia raccolto tutte le semine invernali in un solo articolo, in realtà è stata una semina in 3 fasi, seminando man mano che m'arrivavano i semi "ritardatari". A metà Febbraio ho seminato quel che vedete nella prima foto. Una settimana dopo è toccato ai semi di Mesa Garden, e altre due settimane dopo ad altri provenienti dal sudafrica. Una chicca interessante sono i semi di Brunsvigia sp. nov., una specie scoperta nell'ultimo decennio e non ancora descritta, appartenente al gruppo delle Brunsvigia nane (B. namaquana e B. radula). Al contrario della B. bosmaniae seminata lo scorso anno, i semi di questa son molto piccoli, e visto i lunghi tempi di spedizione, mi son arrivati già germinati e dotati della prima foglia.




Un'altra specie arrivata i ritardo: Pachypodium namaquanum. Anche in questo caso i semi dovrebbero essere piantati con la punta verso il basso


I Pelargonium nel frettempo son cresciuti non poco, rimanendo bassi, compatti e sani.


Pelargonium oblongatum


Pelargonium dasyphyllum


Pelargonium klinghardtense


Pelargonium carnosum


Pelargonium caroli-henrici


Pelargonium barklyi


E per finire, gli Amorphophallus paeonifolius. Son stati seminati a Gennaio, appena arrivati. I vasi sono stati impacchettati uno alla volta dentro a dei sacchetti trasparenti e chiusi con una molletta, lasciando poi il tutto dentro casa in un punto dove avrebbero potuto prendere un po' di sole. Hanno iniziato a nascere dopo più di due mesi, sicchè è un genere con cui bisogna aver pazienza. Man mano che spuntavano fuori le prime punte, levavo il sacchetto.
La prima foto è stata fatta nella prima settimana di Aprile, la seconda, due settimane dopo.