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ARIA DI PRIMAVERA

Con quest'articolo si inaugura la rubrica "cosa accade in balcone". Come precedentemente accennato, non è che m'interessa particolarmente farvi sapere che succede, ma parlandone possono uscir fuori aneddoti utili.
La primavera s'avvicina.
Più o meno.
Fuori piove a dirotto, e le foto son di una settimana fà, quando c'era effettivamente un'aria primaverile. Ma dopotutto la primavera non è solo sole e cielo sereno... qualche pioggia ci stà sempre.



Le temperature si stanno alzando, e ciò ha dato il segnale di ripresa a buona parte delle piante. Alcune delle specie a crescita invernale stanno seccando, preparandosi per i mesi di secco che seguiranno, mentre le specie a cui piace il gran caldo ancora sonnecchiano in attesa di tempi migliori. Alle specie a crescita invernale (o più sinteticamente "wintergrowers") ho già smesso di dar acqua, in particolar modo le specie molto sensibili all'umidità fuori stagione (come alcune bulbose) e quelle che hanno bisogno di molto tempo per disidratarsi (come alcune Aizoacee). Altre invece ricevono ancora piccole dosi d'acqua, come ad esempio le Aloe, le specie che hanno ancora le foglie verdi, le Haworthia,le semine e poco altro.


La triade di Pelargonium appendiculatum stà seccando. Non leverò le foglie secche, in modo che pur lasciando il vaso al sole (es: quando levo gli ombreggianti a fine estate, o in occasioni di particolare insolazione nelle prossime settimane) la pianta sotto soffra meno il caldo, protetta dal seccume soprastante.


Bulbi di Boophane, Haemanthus, Crossyne e Brunsvigia

Le specie a crescita estiva invece hanno ricevuto le prime leggere bagnature, giusto per vedere se si gonfiano e quindi son pronte a vegetare nuovamente, o se non reagiscono e tocca quindi aspettare ancora. Una dopo l'altra le sto poi portando fuori, visto che le minime ormai si attestano sui 9-11°C. Alcune piante invece hanno deciso di fiorire.
Una fra le migliori sorprese è vedere le semine di Bulbine mesembryanthemoides in fiore, all'età di circa 14-15 mesi. E per di più son in due a fiorire, ciò significa che molto probabilmente riuscirò ad impollinarle.



Altra sorpresa è vedere una delle due Mammillaria egregia che ho da un paio d'anni fiorire per la prima volta. L'altra non ha dato nessun segno di fioritura, e sicchè anche sto anno niente semi. La pianta misurerà poco più di 2cm, ed è già matura. Un gioiellino che nessun appassionato di miniature messicane può perdersi.



Un'altra che fiorisce per la prima volta è una delle mie Sarracenie. Dovrebbe essere una S. flava v. maxima. E' il primo fiore di Sarracenia che vedo tra le mie piante, e per questo l'ho lasciato.





Un'ultima fioritura molto gradita è stata quella di una coppia di Haworthia pilifera. Anche in questo caso dovrei riuscire ad impollinarle, visto che gli steli sono spuntati quasi contemporaneamente. Queste provengono da Red House, vicino a Port Elizabeth. Le precipitazioni sono distribuite più o meno lungo tutto l'anno, con una prevalenza nel periodo invernale. Credo quindi che delle leggere annaffiature estive non siano del tutto sgradite.


In fatto di risvegli, le prime a farsi sentire sono state le piante carnivore. Un paio di S. flava stanno tirando fuori degli ascidi molto alti, mentre gli ibridi di leucophylla hanno schiuso le gemme molto più di recente.


Pure le semine si stanno dando da fare, producendo ascidi lunghi quasi il doppio di quelli dello scorso anno e sviluppando un opercolo dalla forma più adulta. Qui possiamo vederle appena prima del risveglio, e durante.



Qui abbiamo invece una bella rarità: una coppia di Brachystelma cathcartense. Son dei semenzali che mi son stati donati verso ottobre scorso da una persona di buon cuore, e che custodisco gelosamente. Visto l'habitat in cui vivono, mi son permesso di tenerli fuori tutto l'anno, proteggendoli dalla pioggia e tenendoli in una posizione assolata e ben riparata. L'inverno è stato superato senza problemi, e ora stanno preparando i nuovi germogli. Son piante difficili da mantenere a quanto pare, e il loro risveglio non deve farmi certo abbassar la guardia. Per almeno un altro anno li terrò in questi angusti vasi del 5x6, e con buone probabilità li passero ad un vaso di misura 7x10 appena lo riterrò opportuno. Hanno poche radici lunghe e carnose, credo che un vaso profondo possa giovarli, a condizione che il terreno sia molto drenante.



Altra visione piacevole è vedere uno degli ultimi acquisti svegliarsi. E' uno dei due tuberi di Arisaema thumbergii ssp. urashima comprati poco fà. Quello di A. kiushianum invece ha un getto pronto, ma è da un paio di settimane che sta fermo, probabilmente in attesa di temperature poco superiori. Un'altra aracea presa nello stesso ordine è il minuscolo Amorphophallus ongsakulii, di cui mi son arrivati due tuberi di circa mezzo centimetro. Qualche giorno fà ho scavato per curiosare a che punto fosse, e una minuscola puntina bianca spuntava dal bulbo. Anche lui è prossimo al mostrarsi.



Sempre della serie "piante che tutt'un tratto si svegliano", ecco un'immagine con un "prima e dopo" di una semina di Mammillaria stella-de-tacubaya. A sinistra vediamo com'era durante il riposo, e a destra come si sono gonfiate dopo la prima annaffiatura. Il cambiamento è notevole. Se tutto và bene il prossimo anno almeno una di loro potrebbe anche fiorire... chissà.



Finiamo con la foto di una semina di Gymnocalycium castellanosii v. armillatum. Fin da giovani hanno sempre prodotto spine più lunghe del diametro della pianta stessa, e tutt'ora non stanno facendo di meno. Spero vivamente che questa caratteristica venga mantenuta anche con esemplari adulti.



Volevo mostrare anche qualche foto delle recenti semine, ma è argomento che riserverò per un prossimo articolo dedicato solo ad esse.